Il nostro olio di oliva di Luigi Savarino

 Cattura
Cultivar di pregio, oli a marchio DOP,77.000 aziende specializzate, 700 frantoi: ecco i dati del successo della Sicilia dell’olio d’oliva.

Secondo i dati che emergono dal Piano di sviluppo rurale 2000-2006 le aziende olivicole siciliane sono circa 160.000, di cui poco meno di 77.000 specializzate. I frantoi presenti in Sicilia sono circa 700 con una potenzialità trasformativa installata di circa 650.000 quintali (per novanta giorni di campagna).

Mentre, secondo lo studio condotto dal Dipartimento di Colture Arbore dell’Università di Palermo e dall’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana “Cultivar di olivo siciliane” le varietà di olivi coltivati è così rappresentato:

Cultivar di olivo siciliane

Cultivar principali

Costituiscono la base varietale di alcune aree DOP riconosciute in Sicilia

Sinonimi
Biancolilla di Caltabellotta o Buscionetto Buscionetto, Carbucia
Cerasuola Ogliara, Palermitana, Marfia
Moresca Olivo di Castiglione
Nocellara del Belice Nebba, Giarfara
Nocellara etnea Verdese, Zaituna (da non confondere con la cultivar omonima ancora in coltura a Siracusa) Marmorigna
Ogliarola messinese o Passulunara Terminisa, Calamignara, Castriciana
Santagatese Ogliarola, Mantonica, Pirunara, Rizza
Tonda iblea  
   
Cultivar minori

Prevalgono in ristrette aree olivicole, possono entrare a far parte delle DOP riconosciute in Sicilia

Sinonimi
Brandofino  
Calatina  
Crastu  
Giarraffa Pizzo di corvo
Minuta  
Nocellara messinese  
Piricuddara  
Verdello  
   
Cultivar neglette

Rappresentate da pochi esemplari, a forte rischio di estinzione

Sinonimi
Aitana  
Bottone di gallo  
Cavalieri  
Erbano  
Lumiaru  
Nasitana  
Nerba Tortella
Olivo di Mandanici  
Vaddarica  
   
Cultivar a rischio di erosione genetica  
   

In Sicilia, la coltivazione dell’olivo si estende per quasi tutta l’isola, ma solo alcune aree si distinguono per la rilevanza della coltura e per le peculiari caratteristiche dell’olio, spesso tutelato e valorizzato da una Denominazione d’Origine Protetta. Le Denominazioni d’origine riconosciute all’olio extra vergine d’oliva sono:

“la DOP “Monti Iblei”: La zona di produzione si estende sui Monti Iblei, in massima parte sugli altipiani compresi tra le province di Siracusa, Ragusa e Catania. Il territorio delimitato scende ad Est verso il golfo di Noto, a Sud-Ovest verso l’estremo lembo meridionale della Sicilia, a Nord verso la Piana di Catania.

La superficie complessiva dell’area a DOP stimata è di 19.000 ettari circa, mentre le aziende olivicole sono 22.000 circa. Il disciplinare di produzione distingue otto menzioni geografiche aggiuntive: “Monte Lauro”, “Val d’Anapo”, “Val Tellaro”, “Frigintini”, “Gulfi”, “Valle dell’Irminio”, “Calatino”, “Trigona-Pancali”.

Il disciplinare, specifico per ogni menzione geografica aggiuntiva, prevede prioritariamente le cultivar Tonda iblea, la Moresca, e la Nocellara etnea e, in misura minore, altre cultivar o genotipi locali.

la DOP “Valli Trapanesi”: La zona di produzione è estesa 6.000 ettari circa e riguarda i comuni di: Alcamo, Buseto Palizzolo, Calatafimi, Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Marsala, Mazara del Vallo, Paceco, Petrosino, Poggioreale, Salemi, San Vito lo Capo, Trapani, Valderice e Vita. L’olio extra vergine di oliva DOP Valli Trapanesi è prodotto dalle olive delle cultivar: Cerasuola e Nocellara del Belice, da sole o congiuntamente, e in ogni caso in misura non inferiore al 80%.

la DOP “Val di Mazara”: La zona di produzione si estende per 35.000 ettari circa. Le aziende olivicole sono circa 30.000 distribuite nella provincia di Palermo e nell’Agrigentino nei comuni di: Alessandria della Rocca, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, Cianciana, Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice, Ribera, Sciacca, Villafranca Sicula. Le varietà ammesse dal disciplinare di produzione sono: Biancolilla, Cerasuola, Nocellara del Belice, che possono concorrere da sole o congiuntamente per almeno il 90%, l’ulteriore 10% può provenire da altre cultivar autoctone.

la DOP “Monte Etna”: La superficie complessiva della denominazione è di circa 7.000 ettari e interessa 12.500 aziende circa. Si estende dal versante Sud-Ovest a quello Nord dell’Etna, interessando le province di Catania, Enna e Messina. Nel Catanese comprende i comuni di: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Camporotondo Etneo, Castiglione di Sicilia, Maletto, Màniaci, Motta S. Anastasia, Paternò, Ragalna, Randazzo, S. Maria di Licodia, S. Piero Clarenza; nell’Ennese il comune di Centurie; nel Messinese i comuni di Malvagia, Mojo Alcantara, Roccella Valdemone e S. Domenica Vittoria. L’olio DOP Monte Etna è ottenuto dalla Nocellara etnea (per almeno il 65%) e dalle varietà: Moresca, Tonda iblea, Ogliarola messinese, Biancolilla, Brandofino o Castiglione, che da sole o congiuntamente non devono superare il 35%.

la DOP “Valle del Belice”: L’area di produzione è quella della Valle del Belice e più segnatamente comprende i territori di Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna, Salaparuta, Santa Ninfa e Poggioreale. Estesa circa 12.000 ettari, rappresenta uno dei pochi esempi di omogeneità pedo-climatica e colturale dell’Isola, dove si è diffusa principalmente la cultivar autoctona Nocellara del Belice. Hanno invece minore rilevanza le cultivar Biancolilla, Giarraffa, Cerasuola, Carbucia (Sinonimo di Biancolilla), Santagatese, Ogliarola messinese. L’olio DOP Valle del Belice è prodotto prevalentemente da olive dell’omonima Nocellara.

la DOP “Valdemone”: L’area di produzione estesa 35.000 ettari circa, comprende tutto il Messinese, con esclusione dei rilievi montuosi dei Peloritani e dei Nebrodi, segnatamente ai territori di Floresta, Malvagia e Mojo Alcantara. Le cultivar ammesse dal disciplinare sono la Santagatese e l’Ogliarola messinese e, secondariamente la Minuta, l’Olivo di Mandanici, la Nocellara messinese, l’Ottobratica, la Brandofino, la Verdello e la San Benedetto. (da Sicilia Agricoltura – 18 aprile 2014).”

 Principali cultivar siciliane di olive da mensa

Tra le regioni italiane, la Sicilia è il maggior produttore di olive da mensa, con un totale di circa 4.000 ettari.

La produzione e trasformazione è limitata a due soli poli: uno nella Valle del Belice (TP) ove prevale la varietà Nocellara del Belice ed uno nella provincia di Catania, ove prevale la varietà Nocellara etnea. Queste due varietà da sole rappresentano oltre il 90% della produzione delle olive verdi siciliane. Le altre sono la Ogliarola messinese, la Moresca, la Giarraffa e la Tonda Iblea.


 LUIGI SAVARINO

Area “Tutela dell’ambiente nella catena agroalimentare ed energetica, salvaguardia della tradizione agroalimentare e sviluppo della biodiversità”

Tema di Studio Nazionale “Nutrire il pianeta”