Il comparto alimentare seconda industria manifatturiera in Italia di Luigi Savarino

 

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 Presentato il 5^ rapporto dell’Osservatorio Aidaf-Unicredit-Bocconi /Aub)
 expo - lionsIl comparto alimentare affonda le sue radici nel passato, quando l‘attività manifatturiera era ancora priva di una dimensione industriale e strettamente legata all’agricoltura. In questo scenario, le aziende a conduzione familiare ricoprivano un ruolo da protagoniste. A distanza di anni, nonostante il boom economico del secondo dopoguerra e l’industrializzazione egli anni ’80 abbiano facilitato il processo di sviluppo dell’industria alimentare – portando importanti trasformazioni sul piano della produzione e dell’organizzazione – gli assetti proprietari non hanno subito profonde variazioni, e il capitalismo familiare continua a giocare un ruolo importante.Queste considerazioni trovano conferma nei dati del quinto rapporto dello “Osservatorio AIDAF-UNICREDIT-BOCCONI (AUB) su tutte le Aziende Familiari Italiane di medie e grandi dimensioni” dal titolo “Focus sulle aziende familiari del comparto alimentare”, presentato il 15 luglio u.s. nell’elegante cornice di Radicepura, del gruppo Piantefaro, di San Leonardello di Giarre “con il quale si è voluto fornire un quadro aggiornato dei principali indicatori di struttura, di governo e di performance delle aziende familiari che operano nel comparto alimentare, nonché delle principali tendenze economiche in atto. In particolare, da un lato si è approfondito il binomio famiglia-impresa e i suoi riflessi sulle strutture di governance, dall’altro è stato esaminato lo “stato di salute” dell’industria alimentare a distanza di alcuni anni dallo scoppio della crisi finanziaria globale, effettuando un confronto con la popolazione nazionale di aziende familiari monitorata dall’Osservatorio AUB”.“Con fatturato complessivo pari a 130 miliardi di euro, 405 mila addetti e 6.250 piccole, medie e grandi imprese industriali, il comparto alimentare consolida il suo ruolo di seconda industria manifatturiera in Italia, dopo quella metalmeccanica.

Concentrando l’attenzione sulle aziende di medie e grandi dimensioni che operano nell’industria alimentare, sono state identificate 373 aziende che operano con un fatturato superiore a 50 milioni di euro nel 2012.

Dall’analisi delle relative strutture proprietarie emerge come il 69,4% di queste aziende sia caratterizzato da una proprietà a controllo familiare, un’incidenza superiore a quella nazionale rilevata dall’Osservatorio AUB (58%).

Sempre con riferimento ai dati nazionali, si osserva una maggiore presenza di cooperative e consorzi (il 10,2% contro una media nazionale pari al 5,6%) da ascrivere probabilmente all’elevato livello di polverizzazione produttiva ed organizzativa che caratterizza l’industria alimentare italiana.

In termini di fatturato le 229 aziende familiari oggetto di indagine in questo rapporto sono un campione abbastanza rappresentativo del comparto alimentare, con 47,4 miliardi di euro concorrono a generare circa il 36,5% del fatturato dell’intero comparto.

Per una migliore comprensione delle dinamiche in atto nell’industria alimentare tal aziende sono state suddivise in cinque settori.

Bevande: aggregando le aziende attive nella produzione di bevande alcoliche ed analcoliche, sono state individuate 23 aziende familiari e oltre la metà di queste sono aziende vitivinicole.

Caseario: circa un terzo delle aziende che opera in questo settore è di medie-grandi dimensioni (ossia con un fatturato superiore a 150 milioni di euro).

Dolciario: la quasi totalità delle aziende opera nel Nord Italia ed è attiva da oltre 25 anni.

Conserviero: è il settore con il maggior numero di aziende di minori dimensioni (il 60% ha un fatturato compreso tra 50 e 100 milioni di euro); circa 1 azienda su 5 opera nel Sud Italia.

Alimentari diversi: delle 109 aziende complessivamente individuate, un terzo è impegnato nella lavorazione e conservazione di carni e circa l’80% ha un fatturato inferiore ai 150 milioni di euro.

 È seguita una tavola rotonda con la partecipazione di esponenti del mondo imprenditoriale, delle banche e dell’università. Sono intervenuti Mario Faro, Amministratore Delegato Radicepura, Guido Corbetta, docente della cattedra AidAF-EY dell’Università Bocconi, Giuseppe Condorelli, Amministratore Unico dell’Industria Dolciaria Belpasso, Franco Ingrilli, Direttore Generale Eurofood, Giovanni Giudice, Presidente SIRIAC, Giovanni Chelo, Responsabile Region Sicilia UniCredit, Marco Gabbiani, Family Business UniCredit, Dario Voltattorni, Direttore Generale AIdAF. Tra i relatori, che hanno portato le loro esperienze, l’amministratore unico della Condorelli Industria Dolciaria Belpasso S.p.A.,  Giovanni Giudice, legale rappresentante della Siriac S.r.l. di Acate, concimi e fertilizzanti, lorenzo Ingrillì, titolare della Eurofood S.a.s di Capo d’Orlando.

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Si ringrazia il dott. Tommaso Frosini, Vice Direttore di UniCredit S.p.A. – Private Banking, Catania, per l’invito al convegno e per il gradito omaggio dell’interessante volume “Le Aziende familiari – Strategie per il lungo periodo” scritto dal prof. Guido Corbetta, edizione Egea, Milano, 2010. Volume “indispensabile per tutti coloro che, interessati alle aziende familiari (imprenditori, studiosi, studenti, consulenti, intermediari finanziari, policy makers), vogliono discernere tra i casi dove la famiglia proprietaria è rispettosa dell’autonomia relativa dell’azienda e altri dove la famiglia, nei fatti, mina la continuità dell’azienda”.

LUIGI SAVARINO

Area “Tutela dell’ambiente nella catena agroalimentare ed energetica,salvaguardia della tradizione agroalimentare e sviluppo della biodiversità” –  Tema di Studio Nazionale “Nutrire il pianeta”